Sugo di Cipolle e Buona liberazione a tutti

venerdì 25 aprile 2014



Nel 1943 la mia città iniziò a subire pesanti bombardamenti, che andarono avanti a tappeto fino a che non fu quasi rasa al suolo. La mia nonna ricorda molto bene quando iniziarono. Aveva solo 15 anni e stava tornando dal lavoro. 

Era giovane, ma come per tutte le giovani donne di quegli anni era più avanti della sua età, avendo lasciato alle spalle la spensieratezza di un'adolescenza che non avrebbero mai veramente vissuto. Mi dice che era felice di lavorare, perché non avendo potuto continuare gli studi il lavoro riempiva le sue giornate. Dopo la scuola sua mamma avrebbe voluto che facesse la sarta, ma lei  si era iscritta ad un corso di stenografia ed aveva trovato facilmente un lavoro come segretaria di un avvocato.
Ogni  mattina si alzava e dalla sua casa vicina al mare, andava nel centro della mia città, attraversando un percorso abbastanza breve, ma che oggi io non riconoscerei, fatto di spazi di quasi aperta campagna e strade sterrate.
I bombardamenti la colsero sulla via del ritorno verso casa, alla fine della giornata lavorativa. Mi ha raccontato della corsa che fece, dei palazzi distrutti che vide, di come arrivata a casa sua non la trovò più essendo stata colpita, e di come trovò il suo vicino accasciato ad un muro in una strana posa che lo faceva sembrare quasi appoggiato, ma in realtà privo di vita. 
Da quel momento mia nonna con la sua famiglia si ritrovò sfollata, senza più niente. I genitori, i miei bisnonni, si resero presto conto che non ce l'avrebbero fatta ad occuparsi di entrambe le figlie - c'era infatti una sorella, la mia adorata zia Liliana - e fu deciso che una delle due sarebbe andata a stare dai parenti che abitavano a Faenza e avevano la possibilità di ospitarla. Essendo la maggiore, sarebbe toccato a Liliana andare; ma la mia zia era un cuore abitudinario, aveva bisogno di stare intorno alle cose che più conosceva, anche se ormai erano quasi irriconoscibili, crollate sotto il peso della guerra. Così andò mia nonna, spaventata ed attratta al  tempo stesso da quella nuova esperienza che stava per affrontare.
I ricordi di quel periodo sono rimasti vivi e chiari dentro di lei e sono arrivati attraverso i suoi racconti fino a me. Da sempre sento parlare della Villa Spada, dei soldati scozzesi a cavallo, di quando i tedeschi ammazzarono il loro vicino, del poeta che si innamorò di lei e le dedicò una poesia che parlava dei suoi capelli spettinati e di un partigiano, Antonio Farneti, che lei ricorda come Nino.
Nino le chiese se avesse voluto dargli una mano, se fosse stata disposta a portare dei messaggi con lui, perche girare con una bella e giovane ragazza lo avrebbe fatto sembrare meno sospetto agli occhi di chi cercava persone da accusare.
E così mia nonna pedalava con i messaggi destinati ai partigiani nelle scarpe, e ogni volta che incrociava qualcuno pretendeva di essere quello che veramente era, solo una ragazzina di 15 anni come tante altre in bicicletta. E anche se dentro di sé quello che realmente sentiva era una paura sconfinata, continuava a pedalare, spinta dal coraggio e dalla consapevolezza che qualcosa, anche piccola, si dovesse pur fare in quel momento in cui il mondo stava andando al contrario.
Questa ricetta è sua, è venuta tempo fa qui a casa mia e l'abbiamo preparata insieme.
Ed a lei e tutti quelli che con il loro coraggio ci hanno portato a goderci questo giorno di festa e di libertà va il mio ringraziamento e il mio pensiero di oggi, nella speranza di non dimenticarli mai.
Buona festa di Liberazione.


Ingredienti

3 Cipolle dorate Bio
Olio evo
1/2 dado vegetale

Tempo: 45 min. circa

  • Si affettano le cipolle nel senso della lunghezza, avendo cura di affettarle molto sottili.
  • Si mettono in un pentolino abbastanza profondo e si aggiunge olio in abbondanza *calcolate circa 10/12 cucchiai 
  • Si fanno andare su fuoco medio sino a che iniziano a diventare bionde 
  • A questo punto si abbassa il fuoco, si aggiunge il dado, e un bicchiere di acqua.
  • Si lasciano cuocere sino a che saranno ben morbide, mescolando di tanto in tanto, per circa 35/40 minuti, aggiungendo un altro po' di acqua *circa un bicchiere, avendo cura di farla ritirare prima di spegnere il fuoco.  


8 commenti:

  1. Bellissimo post, bellissime foto, e che ricetta ricca (non di ingredienti, ma di storia e sentimenti)... Grazie!

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  2. veramente interessante e la pasta è di quelle saporite e semplici che piacciono a me !

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    1. Ciao Chiara, ti ringrazio. In effetti con 1 solo ingrediente viene proprio una buona pasta!

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  3. Ho scoperto il tuo splendido blog solo oggi; lo confesso, nel leggere "l'aneddoto" legato a questa ricetta ho sentito un piccolo tuffo al cuore.
    La mia nonna, Lidia, aveva una sorella di nome Liliana. Mi racconta sempre di Foligno, della guerra, e di come un certo partigiano chiamato Nino si invaghì di lei.
    Per concludere questo cerchio di coincidenze mancherebbe solo un piatto di pasta con sugo di cipolle!

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    1. Ma dai!! Qual'è il piatto della tua nonna? Mi piacerebbe saperlo, chissà che in realtà non sia un altro tra i preferiti della mia nonna qua e quindi un'altra coincidenza.
      Che storie incredibili comunque, mi piacerebbe sentire anche quella della tua nonna.
      Ciao Veronica a presto
      Teresa

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